Area archeologica chiusa al pubblico. Il Parco Archeologico di Veio, con il santuario di Portonaccio, è chiuso: l'unico accesso al sito, il sentiero della Via Francigena tra la Mola di Isola Farnese e la Villa Romana di Campetti, è interdetto al transito con l'ordinanza (decreto del Presidente) n. T00008 del 13 febbraio 2026 dell'Ente Parco di Veio, fino alla messa in sicurezza dell'area. Fonti: Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, che gestisce il parco archeologico, e avviso dell'Ente Parco di Veio; verificato il 29/10/2026. Prima di partire controlla gli avvisi dell'Ente Parco.
La chiusura riguarda la Mola di Isola Farnese, nel territorio di Roma: la Cascata della Mola di Formello, nella Valle del Sorbo, non è interessata.
Per capire davvero Formello bisogna partire da una città che non esiste più: Veio. Fu la più potente città etrusca alle porte di Roma, sua avversaria per secoli, prima di cadere in uno degli assedi più famosi dell'antichità. Formello nasce nel suo territorio, l'Agro Veientano, e la storia di Formello comincia proprio qui, tra i cunicoli scavati dagli ingegneri etruschi e i tesori usciti dal suolo. In questa guida raccontiamo la grande Veio città etrusca: la sua potenza, l'assedio del 396 a.C. e Furio Camillo, l'Apollo di Veio, il santuario di Portonaccio e il filo che la lega ancora oggi a Formello.
Prima di andare
- Stato
- Parco Archeologico di Veio, con il santuario di Portonaccio: chiuso al pubblico (vedi l'avviso qui sopra). Fonte: Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, verificato il 29/10/2026.
- Orari e biglietti
- Nessuna apertura finché il sito resta chiuso. Per la riapertura fa fede la pagina del parco archeologico sul sito del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia (verificato il 29/10/2026).
- Visite a Campetti
- L'Archeoclub d'Italia, sede di Formello, con il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, organizza visite guidate gratuite all'area archeologica di Veio Campetti sabato 31 ottobre, 21 novembre e 19 dicembre 2026 alle 10, con prenotazione obbligatoria. Fonte: Ente Parco di Veio, avviso del 27/10/2026, verificato il 29/10/2026.
- Come si arriva
- In auto, Isola Farnese è al km 17 della Via Cassia. In treno, linea FL3 fino a La Storta-Formello e poi 1,5 km a piedi, oppure fino a La Giustiniana e poi autobus Atac 201. Fonte: Ente Parco di Veio, «Come arrivare al Parco», verificato il 29/10/2026.
- Parcheggio
- Da verificare presso l'Ente Parco di Veio.
- Cani, passeggini, accessibilità
- Da verificare presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, che gestisce il sito.
- L'Apollo di Veio
- Si vede a Roma, al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, dove è conservato (fonte: museoetru.it, verificato il 29/10/2026).
Dati verificati il 29/10/2026 sulle fonti indicate. Aperture e chiusure possono cambiare: prima di partire controlla gli avvisi dell'Ente Parco di Veio.
La città più meridionale d'Etruria
Veio sorgeva a nord di Roma, su un ampio altopiano di tufo delimitato da profondi fossi, vicino all'attuale Borgo di Isola Farnese. Era la città più meridionale dell'Etruria e controllava un territorio vastissimo, l'Agro Veientano, che si estendeva dalla riva destra del Tevere fin oltre il lago di Bracciano. Una potenza commerciale e militare che confinava direttamente con Roma, allora ancora giovane.
Il centro etrusco era cinto da possenti mura, aperte da numerose porte, e attraversato da una strada principale che collegava gli spazi urbani, poi lastricata dai Romani. Tutto intorno al pianoro si stendevano vaste necropoli, disposte lungo le vie di accesso alla città, con tombe dipinte celebri come la Tomba dei Leoni Ruggenti, la Tomba delle Anatre e la Tomba Campana. Veio era anche famosa per l'abilità dei suoi ingegneri: una fitta rete di cunicoli sotterranei serviva a regolare le acque, e opere come il Ponte Sodo, lungo il fosso dell'antico Cremera, restano ancora oggi tra le testimonianze più note dell'ingegneria etrusca.

L'assedio del 396 a.C. e Furio Camillo
Lo scontro tra Veio e Roma era inevitabile. Le due città si contendevano il controllo degli approdi commerciali lungo il Tevere e delle saline alla foce del fiume, risorse decisive per l'economia della regione. Il conflitto si trascinò a lungo, in una serie di guerre che la tradizione romana ricorda come durissime.
La fase finale è passata alla storia come assedio di Veio. Secondo il racconto tramandato dagli storici antichi, l'assedio durò dieci anni e si concluse nel 396 a.C. grazie all'azione del dittatore Marco Furio Camillo. Per espugnare la città, i Romani avrebbero scavato un lungo cunicolo sotterraneo fin sotto la rocca: attraverso quel passaggio i soldati penetrarono nel cuore di Veio, aprendone le difese dall'interno. La caduta della città fu una svolta epocale: il territorio romano si accrebbe enormemente e Roma divenne lo stato più esteso dell'Italia centrale.

Veio non scomparve del tutto. In età augustea fu elevata a municipio (Municipium Augustum Veiens) nel tentativo di frenarne la decadenza, ma il declino era ormai inarrestabile e la grande città etrusca si spense lentamente.
L'Apollo di Veio e il santuario di Portonaccio
Il monumento più prestigioso dell'area è il santuario extraurbano di Portonaccio, dedicato tra gli altri a Minerva. Da qui proviene una delle opere più celebri di tutta l'arte etrusca: l'Apollo di Veio, una statua in terracotta policroma di dimensioni quasi reali, alta circa 1,80 metri, che ornava il colmo del tetto del tempio insieme ad altre sculture.
La statua fu realizzata negli ultimi decenni del VI secolo a.C. e ritrovata nel 1916, in frammenti, lungo un terrapieno del santuario. Gli studiosi la attribuiscono alla cerchia del leggendario Vulca, il grande maestro coroplasta di Veio, l'unico artista etrusco di cui le fonti ci abbiano tramandato il nome. L'Apollo cammina deciso, con il caratteristico sorriso arcaico sul volto, in un equilibrio tra energia e serenità che ha reso quest'opera un simbolo della scultura etrusca. Oggi è conservato al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma.
Scheda: l'Apollo di Veio
- Che cos'è
- Statua in terracotta policroma quasi a grandezza naturale, alta circa 1,80 metri, dal frontone del tempio.
- Quando
- Ultimi decenni del VI secolo a.C.; ritrovata nel 1916.
- Da dove viene
- Santuario etrusco di Portonaccio, a Veio, attribuita alla cerchia del maestro Vulca.
- Dove si trova oggi
- Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, Roma.
Veio e Formello: l'Agro Veientano
Il legame tra Veio e Formello è profondo e concreto. Formello fa parte dell'Agro Veientano, il territorio che gravitava intorno alla città etrusca, e nel suo sottosuolo corre ancora la rete di cunicoli scavati nel tufo per il governo delle acque. Proprio da queste opere idrauliche, le formae in latino, deriverebbe secondo l'interpretazione più diffusa il nome stesso del borgo.

Il territorio ha restituito reperti di grande valore, come l'Olpe Chigi e l'Alfabetario di Formello, provenienti dal Tumulo di Monte Aguzzo. Molti di questi tesori, insieme all'Apollo, sono oggi conservati a Roma, ma il racconto del territorio si può ripercorrere da vicino al Museo dell'Agro Veientano, ospitato a Palazzo Chigi, e camminando lungo i sentieri del Parco di Veio, che tutela oggi l'area archeologica e la campagna che fu della grande Veio.
L'area archeologica di Veio e il santuario di Portonaccio si trovano nel territorio di Roma, vicino a Isola Farnese, all'interno del Parco di Veio. Formello, con il suo Museo dell'Agro Veientano, è la porta d'accesso ideale per conoscere questa storia dal lato del borgo. Oggi però il Parco Archeologico di Veio è chiuso al pubblico: leggi l'avviso in testa alla pagina.
Visitare i siti: la necropoli di Vaccareccia
Tra le testimonianze di Veio che si possono vedere sul terreno, una delle più note è la necropoli di Vaccareccia, una delle più estese aree funerarie della città, sui rilievi che dominavano il settore orientale dell'abitato antico. Il tumulo di Vaccareccia, immerso tra i pini e la campagna coltivata, è uno degli scorci archeologici più fotografati dell'area.

Come gli altri siti di Veio, la necropoli si trova nell'area tutelata dal Parco di Veio e si raggiunge lungo i sentieri, anche seguendo il tracciato della Via Francigena. Sulla Francigena, però, il tratto finale verso Isola Farnese oggi è chiuso: prima di partire leggi l'avviso nella pagina sulla Via Francigena. Per orientarti tra percorsi e punti di accesso, guarda la nostra pagina sul Parco di Veio.
Domande frequenti su Veio
Si può visitare l'area archeologica di Veio?
Non al momento. Il Parco Archeologico di Veio, con il santuario di Portonaccio, è chiuso al pubblico perché il suo unico accesso, il sentiero della Via Francigena tra la Mola di Isola Farnese e Campetti, è interdetto con l'ordinanza dell'Ente Parco di Veio n. T00008 del 13 febbraio 2026. Lo indica il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, che gestisce il sito (verificato il 29/10/2026). La Cascata della Mola di Formello, nella Valle del Sorbo, non è interessata.
Dove si trovava la città etrusca di Veio?
Veio sorgeva a nord di Roma, su un altopiano di tufo vicino al Borgo di Isola Farnese, nell'area oggi tutelata dal Parco di Veio. Era la città più meridionale dell'Etruria e controllava l'Agro Veientano, il territorio che comprende anche Formello.
Chi ha conquistato Veio e in che anno?
Roma conquistò Veio nel 396 a.C., al termine di un lungo assedio guidato dal dittatore Marco Furio Camillo. Secondo la tradizione i Romani penetrarono nella città attraverso un cunicolo sotterraneo scavato sotto le mura.
Cos'è l'Apollo di Veio?
È una grande statua etrusca in terracotta policroma della fine del VI secolo a.C., proveniente dal santuario di Portonaccio a Veio. Attribuita alla cerchia del maestro Vulca, è oggi conservata al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma.
Che legame c'è tra Veio e Formello?
Formello fa parte dell'Agro Veientano, il territorio che gravitava intorno a Veio. Nel sottosuolo di Formello corrono i cunicoli etruschi scavati per il governo delle acque, e proprio da queste opere idrauliche, le formae, deriverebbe il nome del borgo.
Continua a scoprire il territorio
Fonti
- Area archeologica di Veio, santuario di Portonaccio e necropoli di Vaccareccia, Parchi Lazio.
- Parco Archeologico di Veio, chiusura al pubblico, Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, consultato il 29/10/2026.
- Interdizione del tratto di Via Francigena da Campetti alla Mola di Isola Farnese, decreto n. T00008 del 13/02/2026, Ente Parco di Veio, consultato il 29/10/2026.
- Ente Parco di Veio, Come arrivare al Parco e visite archeologiche a Veio Campetti, consultati il 29/10/2026.
- Apollo di Veio, Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia (ETRU).
- Marco Furio Camillo, Treccani, Enciclopedia Italiana.
- Assedio di Veio, Wikipedia.
