Il volto sorridente dell'Apollo di Veio, statua etrusca in terracotta dipinta del santuario di PortonaccioFoto: Sailko, CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons)
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Veio: l'antica rivale di Roma

Per capire davvero Formello bisogna partire da una città che non esiste più: Veio. Fu la più potente città etrusca alle porte di Roma, sua avversaria per secoli, prima di cadere in uno degli assedi più famosi dell'antichità. Formello nasce nel suo territorio, l'Agro Veientano, e la storia di Formello comincia proprio qui, tra i cunicoli scavati dagli ingegneri etruschi e i tesori usciti dal suolo. In questa guida raccontiamo la grande Veio città etrusca: la sua potenza, l'assedio del 396 a.C. e Furio Camillo, l'Apollo di Veio, il santuario di Portonaccio e il filo che la lega ancora oggi a Formello.

La città più meridionale d'Etruria

Veio sorgeva a nord di Roma, su un ampio altopiano di tufo delimitato da profondi fossi, vicino all'attuale Borgo di Isola Farnese. Era la città più meridionale dell'Etruria e controllava un territorio vastissimo, l'Agro Veientano, che si estendeva dalla riva destra del Tevere fin oltre il lago di Bracciano. Una potenza commerciale e militare che confinava direttamente con Roma, allora ancora giovane.

Il centro etrusco era cinto da possenti mura, aperte da numerose porte, e attraversato da una strada principale che collegava gli spazi urbani, poi lastricata dai Romani. Tutto intorno al pianoro si stendevano vaste necropoli, disposte lungo le vie di accesso alla città, con tombe dipinte celebri come la Tomba dei Leoni Ruggenti, la Tomba delle Anatre e la Tomba Campana. Veio era anche famosa per l'abilità dei suoi ingegneri: una fitta rete di cunicoli sotterranei serviva a regolare le acque, e opere come il Ponte Sodo, lungo il fosso dell'antico Cremera, restano ancora oggi tra le testimonianze più note dell'ingegneria etrusca.

Tavola a colori di Luigi Canina con le pitture della camera della Tomba Campana di Veio: animali fantastici e fregi
Le pitture della camera della Tomba Campana di Veio in una tavola di Luigi Canina, del 1847. Illustrazione: Luigi Canina, Public domain (Wikimedia Commons)

L'assedio del 396 a.C. e Furio Camillo

Lo scontro tra Veio e Roma era inevitabile. Le due città si contendevano il controllo degli approdi commerciali lungo il Tevere e delle saline alla foce del fiume, risorse decisive per l'economia della regione. Il conflitto si trascinò a lungo, in una serie di guerre che la tradizione romana ricorda come durissime.

La fase finale è passata alla storia come assedio di Veio. Secondo il racconto tramandato dagli storici antichi, l'assedio durò dieci anni e si concluse nel 396 a.C. grazie all'azione del dittatore Marco Furio Camillo. Per espugnare la città, i Romani avrebbero scavato un lungo cunicolo sotterraneo fin sotto la rocca: attraverso quel passaggio i soldati penetrarono nel cuore di Veio, aprendone le difese dall'interno. La caduta della città fu una svolta epocale: il territorio romano si accrebbe enormemente e Roma divenne lo stato più esteso dell'Italia centrale.

Galleria stretta scavata nel tufo chiaro a Veio, con il fondo in penombra
Una galleria stretta scavata nel tufo a Veio. Foto: Livioandronico2013, CC BY-SA 3.0 (Wikimedia Commons)

Veio non scomparve del tutto. In età augustea fu elevata a municipio (Municipium Augustum Veiens) nel tentativo di frenarne la decadenza, ma il declino era ormai inarrestabile e la grande città etrusca si spense lentamente.

L'Apollo di Veio e il santuario di Portonaccio

Il monumento più prestigioso dell'area è il santuario extraurbano di Portonaccio, dedicato tra gli altri a Minerva. Da qui proviene una delle opere più celebri di tutta l'arte etrusca: l'Apollo di Veio, una statua in terracotta policroma di dimensioni quasi reali, alta circa 1,80 metri, che ornava il colmo del tetto del tempio insieme ad altre sculture.

La statua fu realizzata negli ultimi decenni del VI secolo a.C. e ritrovata nel 1916, in frammenti, lungo un terrapieno del santuario. Gli studiosi la attribuiscono alla cerchia del leggendario Vulca, il grande maestro coroplasta di Veio, l'unico artista etrusco di cui le fonti ci abbiano tramandato il nome. L'Apollo cammina deciso, con il caratteristico sorriso arcaico sul volto, in un equilibrio tra energia e serenità che ha reso quest'opera un simbolo della scultura etrusca. Oggi è conservato al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma.

Scheda: l'Apollo di Veio

Che cos'è
Statua in terracotta policroma quasi a grandezza naturale, alta circa 1,80 metri, dal frontone del tempio.
Quando
Ultimi decenni del VI secolo a.C.; ritrovata nel 1916.
Da dove viene
Santuario etrusco di Portonaccio, a Veio, attribuita alla cerchia del maestro Vulca.
Dove si trova oggi
Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, Roma.

Veio e Formello: l'Agro Veientano

Il legame tra Veio e Formello è profondo e concreto. Formello fa parte dell'Agro Veientano, il territorio che gravitava intorno alla città etrusca, e nel suo sottosuolo corre ancora la rete di cunicoli scavati nel tufo per il governo delle acque. Proprio da queste opere idrauliche, le formae in latino, deriverebbe secondo l'interpretazione più diffusa il nome stesso del borgo.

Il territorio ha restituito reperti di grande valore, come l'Olpe Chigi e l'Alfabetario di Formello, provenienti dal Tumulo di Monte Aguzzo. Molti di questi tesori, insieme all'Apollo, sono oggi conservati a Roma, ma il racconto del territorio si può ripercorrere da vicino al Museo dell'Agro Veientano, ospitato a Palazzo Chigi, e camminando lungo i sentieri del Parco di Veio, che tutela oggi l'area archeologica e la campagna che fu della grande Veio.

L'area archeologica di Veio e il santuario di Portonaccio si trovano nel territorio di Roma, vicino a Isola Farnese, all'interno del Parco di Veio. Formello, con il suo Museo dell'Agro Veientano, è la porta d'accesso ideale per conoscere questa storia dal lato del borgo.

Domande frequenti su Veio

Dove si trovava la città etrusca di Veio?

Veio sorgeva a nord di Roma, su un altopiano di tufo vicino al Borgo di Isola Farnese, nell'area oggi tutelata dal Parco di Veio. Era la città più meridionale dell'Etruria e controllava l'Agro Veientano, il territorio che comprende anche Formello.

Chi ha conquistato Veio e in che anno?

Roma conquistò Veio nel 396 a.C., al termine di un lungo assedio guidato dal dittatore Marco Furio Camillo. Secondo la tradizione i Romani penetrarono nella città attraverso un cunicolo sotterraneo scavato sotto le mura.

Cos'è l'Apollo di Veio?

È una grande statua etrusca in terracotta policroma della fine del VI secolo a.C., proveniente dal santuario di Portonaccio a Veio. Attribuita alla cerchia del maestro Vulca, è oggi conservata al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma.

Che legame c'è tra Veio e Formello?

Formello fa parte dell'Agro Veientano, il territorio che gravitava intorno a Veio. Nel sottosuolo di Formello corrono i cunicoli etruschi scavati per il governo delle acque, e proprio da queste opere idrauliche, le formae, deriverebbe il nome del borgo.

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