Sotto i vicoli di Formello corre una rete di cunicoli scavati nel tufo quasi 2.600 anni fa. Non è un dettaglio da archeologi: è la chiave per capire questo borgo a nord di Roma e perfino il suo nome. La storia di Formello comincia quando qui, accanto, sorgeva Veio, la città etrusca che osava sfidare Roma. In questa guida ripercorriamo le radici del paese dall'età etrusca al Medioevo fino a oggi: la grande Veio e il suo assedio, i reperti come l'Olpe Chigi, la nascita del borgo, le famiglie Orsini e Chigi, Palazzo Chigi con il Museo dell'Agro Veientano e il Santuario del Sorbo. Alla fine saprai non solo cosa è successo qui, ma anche dove andare a toccarlo con mano.
L'Agro Veientano e gli Etruschi
Il territorio di Formello fa parte dell'Agro Veientano, l'area che gravitava intorno a Veio, una delle città più potenti dell'Etruria meridionale. Qui passavano gli acquedotti etruschi che alimentavano la città, e il sottosuolo conserva ancora una fitta rete di cunicoli scavati nel tufo per il governo delle acque, decine di chilometri di gallerie usate per drenare i terreni e regolare il corso dei torrenti, in piena come in siccità.
Proprio da queste opere idrauliche deriva, secondo l'interpretazione più diffusa, il nome del paese. Il toponimo Formello viene dal latino forma, cioè condotto o canale: le formae erano per l'appunto i canali artificiali realizzati dagli Etruschi di Veio. Per chi si chiede perché Formello si chiami così, la risposta è scritta nel suo sottosuolo.
La presenza etrusca ha lasciato testimonianze di grande valore. Nella zona meridionale del territorio sorge il Tumulo di Monte Aguzzo, conosciuto anche come Tumulo Chigi, una monumentale tomba a tumulo riferibile all'orientalizzante. Dal suo corredo provengono oggetti di grande importanza, tra cui la celebre Olpe Chigi. Dallo stesso ambito culturale proviene anche l'Alfabetario di Formello, un'iscrizione con una sequenza di lettere, tra le più antiche testimonianze della scrittura in Etruria.
Veio, l'antica rivale di Roma
Non si può raccontare Formello senza Veio. La città etrusca, posta a poca distanza, fu per secoli l'avversaria di Roma nel controllo del Tevere e delle vie commerciali. Il lungo conflitto si concluse nel 396 a.C., dopo un assedio che la tradizione vuole durato dieci anni, con la conquista guidata da Marco Furio Camillo, nominato dittatore proprio in quell'anno.

L'approfondimento sulla città etrusca: Veio, l'antica rivale di Roma.
Il racconto tramandato dalle fonti antiche è rimasto celebre: per espugnare la rocca, Camillo fece scavare un cunicolo sotterraneo che doveva arrivare fin sotto la città, e attraverso quel passaggio i soldati romani penetrarono in Veio aprendone le difese dall'interno. La caduta di Veio fu una svolta: il territorio romano si accrebbe enormemente e Roma divenne lo stato di gran lunga più esteso dell'Italia centrale.
Dal santuario extraurbano di Portonaccio, a Veio, proviene una delle opere più note dell'arte etrusca: l'Apollo di Veio, oggi conservato al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma. La statua, attribuita alla bottega del leggendario coroplasta Vulca, è diventata un simbolo della scultura etrusca. Il santuario di Portonaccio e i resti della città si trovano oggi nell'area tutelata dal Parco di Veio, che raccontiamo nella guida ai sentieri e alla natura.
L'Olpe Chigi e i tesori del territorio
Tra tutti i reperti legati a Formello, l'Olpe Chigi è il più celebre. Si tratta di un vaso protocorinzio, una brocca destinata probabilmente a versare il vino durante i banchetti, dipinta a Corinto attorno al 640 a.C. ed esportata fino a Veio. Quello che la rende eccezionale è la tecnica policroma, rara per l'epoca, e la ricchezza delle scene: caccia, addestramento militare, file di guerrieri in combattimento. È considerata un capolavoro della pittura vascolare del VII secolo a.C.
L'olpe fu rinvenuta nel 1882 nel Tumulo di Monte Aguzzo, su un terreno di proprietà dei principi Chigi, da cui prende il nome. Come molti dei reperti più importanti del territorio, oggi è conservata a Roma, al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.

Scheda reperto: l'Olpe Chigi
- Che cos'è
- Olpe (brocca da vino) in ceramica protocorinzia, decorata con tecnica policroma e fitte scene figurate.
- Quando
- Dipinta a Corinto attorno al 640 a.C. ed esportata a Veio.
- Dove fu trovata
- Nel 1882, nel Tumulo di Monte Aguzzo (Tumulo Chigi), territorio di Formello.
- Dove si trova oggi
- Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, Roma.
La nascita del borgo medievale
Dopo la fine del mondo etrusco e romano, il nome di Formello riemerge nel pieno Medioevo. Le prime testimonianze dell'abitato risalgono alla fine dell'XI secolo, quando il luogo compare come castrum, cioè insediamento fortificato. In questa fase il borgo fu donato da papa Gregorio VII ai monaci di San Paolo.
Il borgo si trova lungo la Via Francigena: La Via Francigena a Formello e nel Veio.
Dalla seconda metà del XIII secolo il territorio entrò nell'orbita di una delle grandi casate romane, la famiglia Orsini, che lo tenne per secoli. Alla fine del Trecento si deve agli Orsini la prima costruzione di un castello con una torre centrale, il nucleo da cui sarebbe nato il palazzo che ancora oggi domina il borgo.
Il paese crebbe con la fisionomia tipica dei centri medievali del Lazio: l'abitato raccolto, le mura, la posizione difensiva su un'altura affacciata sulla campagna. È la "Formello murata nel verde" che ancora oggi caratterizza l'identità del borgo e lo distingue nello scenario di Roma Nord.
Palazzo Chigi e il Museo dell'Agro Veientano
Il monumento simbolo del borgo è Palazzo Chigi. L'edificio nacque attorno alla torre di epoca medievale e fu trasformato in residenza nobiliare nella seconda metà del Quattrocento, in epoca orsiniana: a questa fase è legata un'iscrizione con la data 1464, incisa su un blocco della facciata. Il cortile porticato su tre lati, con loggia al piano superiore e pilastri ottagonali in peperino, è una bella testimonianza dello stile romano-toscano del Quattrocento.

Nel 1661 il feudo di Formello passò dagli Orsini ai Chigi: fu il duca Flavio Orsini a cedere alla potente famiglia senese, insieme a Formello, anche i territori di Campagnano, Cesano e Scrofano. Da quel passaggio l'edificio prende il nome attuale. I Chigi furono protagonisti di lavori di rinnovamento del borgo e arricchirono il palazzo di nuovi ambienti.
Oggi Palazzo Chigi ospita il Museo dell'Agro Veientano, istituito nel 1992 e aperto nei suoi primi spazi dopo un lungo restauro (oggi il palazzo si visita su prenotazione, secondo il sito del Comune). Il percorso espositivo raccoglie i reperti degli scavi locali e ricostruisce in modo organico la storia del territorio: dalla protostoria all'età del ferro con le sue necropoli, dal periodo etrusco all'epoca romana, a partire dalla presa di Veio del 396 a.C., con allestimenti e supporti multimediali che richiamano i contesti di provenienza. Una tappa essenziale per chi vuole conoscere davvero le radici del borgo.
Molti dei reperti più celebri legati a Formello, come l'Olpe Chigi, l'Alfabetario e l'Apollo di Veio, sono oggi conservati a Roma, al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. Il Museo dell'Agro Veientano, a Formello, racconta il territorio con i materiali provenienti dagli scavi locali.
Il Santuario del Sorbo
Immerso nella Valle del Sorbo, all'interno del Parco di Veio e lungo il tracciato della Via Francigena, sorge il Santuario della Madonna del Sorbo, su uno sperone di roccia a cavallo tra i territori di Formello e Campagnano di Roma. Le prime notizie del luogo risalgono a un diploma dell'imperatore Ottone III del 996, che cita un castellum del Sorbo. Tra l'XI e il XIV secolo il sito appartenne prima al Monastero di San Paolo e poi agli Orsini.
Il santuario ha un approfondimento dedicato: Il Santuario della Madonna del Sorbo, vicino a Formello.
Nel 1427 i frati carmelitani fondarono qui un convento accanto alla chiesa, che assunse nel tempo la forma giunta fino a noi. I carmelitani rimasero al Sorbo per secoli, fino al Settecento, quando iniziò il progressivo abbandono del complesso. La chiesa rimase però meta di pellegrinaggio e di devozione mariana per le genti di Formello e Campagnano. Alla tradizione del luogo è legata la leggenda di un guardiano di porci che, cercando un animale smarrito nella valle, avrebbe avuto la visione della Madonna presso un albero di sorbo: da qui il nome e il culto del santuario.
Da borgo feudale a paese di oggi
Con la fine del feudalesimo e l'Unità d'Italia, Formello entrò nella sua storia moderna come comune della provincia di Roma. Il borgo antico ha conservato il suo impianto, mentre il territorio si è ampliato con nuove zone residenziali, tra cui Le Rughe, e con la crescita legata alla vicinanza di Roma. Il paese è oggi noto anche per ospitare il centro sportivo della S.S. Lazio, ma il cuore resta il borgo storico stretto intorno a Palazzo Chigi.
La cosa interessante di Formello è che questa storia non resta chiusa nei libri. Si attraversa camminando: nei vicoli del borgo antico, nelle sale di Palazzo Chigi, lungo i sentieri del Parco di Veio che portano alle aree archeologiche e ai resti della Mola di Formello, un antico mulino ad acqua. Etruschi, romani, monaci e signori medievali hanno lasciato un segno che il territorio conserva ancora.
Se vuoi trasformare questo racconto in una visita, dai un'occhiata alle nostre proposte di cosa vedere e cosa fare a Formello e alla guida pratica su cosa fare a Formello: itinerari culturali, il borgo medievale e il Parco di Veio, per scoprire dal vivo i luoghi di questa storia. E se ti piace l'idea di una gita più ampia, leggi anche la guida ai borghi della Via Cassia per un weekend fuori Roma.
Domande frequenti sulla storia di Formello
Perché Formello si chiama così?
Secondo l'interpretazione più diffusa il nome deriva dal latino forma, cioè condotto o canale. Si riferisce alle formae, gli acquedotti e i cunicoli scavati nel tufo dagli Etruschi di Veio per governare le acque, di cui il territorio conserva una fitta rete sotterranea.
Cos'è l'Olpe Chigi?
È un vaso protocorinzio dipinto a Corinto attorno al 640 a.C., decorato con la rara tecnica policroma e con scene di caccia e di combattimento. Fu rinvenuto nel 1882 nel Tumulo di Monte Aguzzo, nel territorio di Formello, ed è oggi conservato al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma.
Veio dov'è?
L'antica città etrusca di Veio sorgeva a nord di Roma, nell'area oggi tutelata dal Parco di Veio, tra i territori di Formello, Roma e i comuni vicini. Formello fa parte dell'Agro Veientano, il territorio che gravitava intorno alla città.
Chi ha vinto la guerra tra Roma e Veio?
Roma. L'assedio si concluse nel 396 a.C.: secondo la tradizione il dittatore Marco Furio Camillo fece penetrare i soldati romani attraverso un cunicolo sotterraneo, espugnando la città. La caduta di Veio portò il territorio sotto il dominio romano.
Perché il palazzo di Formello si chiama Palazzo Chigi?
Il palazzo nacque attorno a una torre medievale e fu trasformato in residenza dagli Orsini nella seconda metà del Quattrocento. Nel 1661 il feudo passò dagli Orsini ai Chigi, da cui l'edificio prende il nome attuale. Oggi ospita il Museo dell'Agro Veientano.
Cosa si vede al Museo dell'Agro Veientano?
Il museo, ospitato a Palazzo Chigi, raccoglie i reperti degli scavi del territorio e ricostruisce la storia dalla protostoria all'età del ferro con le sue necropoli, dal periodo etrusco all'epoca romana a partire dalla presa di Veio del 396 a.C.
La storia di Formello in breve
- VII secolo a.C.Fioritura etrusca nell'Agro Veientano. L'Olpe Chigi giunge a Veio da Corinto.
- 396 a.C.Roma conquista Veio dopo un lungo assedio guidato da Furio Camillo.
- 996Un diploma di Ottone III cita il castellum del Sorbo.
- fine XI secoloFormello compare come castrum, donato ai monaci di San Paolo.
- dal XIII secoloIl feudo passa agli Orsini, che a fine Trecento costruiscono il castello con torre.
- 1427I carmelitani fondano il convento al Santuario del Sorbo.
- 1464Trasformazione del castello in residenza: la data è incisa sulla facciata.
- 1661Il feudo passa dagli Orsini ai Chigi, che danno il nome a Palazzo Chigi.
- 1992 e oggiA Palazzo Chigi nasce il Museo dell'Agro Veientano, aperto dopo il restauro.
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Fonti
- Marco Furio Camillo, Treccani, Enciclopedia Italiana.
- Olpe Chigi, Wikipedia.
- Assedio di Veio, Wikipedia.
- Museo dell'Agro Veientano, Ministero della Cultura.
- Palazzo Chigi di Formello, Rete Dimore Storiche del Lazio.
- Santuario della Madonna del Sorbo, Parchi Lazio e Parrocchia di Formello.
- Area archeologica di Veio e santuario di Portonaccio, Parchi Lazio.
